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Cori Citta' d'arte

Torna il LATIUM FESTIVAL e Cori si veste di suoni, colori e gente di tutto il mondo.

L'edizione 2008 sarà organizzata tra il 28 luglio ed il 6 agosto 2008.
Iniziativa principe del LATIUM FESTIVAL sarà il LATIUM WORLD FOLKLORIC FESTIVAL – Arti e Tradizioni popolari del mondo -, manifestazione folklorica internazionale che persegue gli obiettivi emanati dal C.I.O.F.F. (Conseil International des Organisations de Festivals de Folklore et d'Arts Traditionnels) e che ha lo scopo di promuovere le tradizioni popolari dell'Italia, in particolare del Lazio, e di tutti i continenti.
L'edizione 2008 si avvarrà della presenza di 12 gruppi folklorici provenienti da tutti i Continenti, coinvolgendo alcune città e luoghi della regione: Roma, Cori, Cisterna, Giulianello e Ninfa.
I 12 gruppi folklorici sono stati scelti tra le diverse nazioni di tutto il mondo che hanno espresso la volontà alla Sezione CIOFF Italia di arrivare nel nostro Paese; in particolare questi gruppi giungeranno da: OCEANIA: Tahiti; ASIA: Yakutia (Federazione Russa), Kabardino Balcaria (Federazione Russa), Taiwan, Korea, Filippine; AMERICA: Argentina, Messico, Venezuela; AFRICA: Burkina Faso; EUROPA: Cipro; e naturalmente l'ITALIA.

Il Festival folklorico con la partecipazione di circa 500 giovani artisti internazionali propone ogni anno, per dieci giorni, a cavallo tra il mese di luglio ed il mese di agosto, un gioioso appuntamento di danze e di musiche della tradizione popolare di tutto il mondo, trovando residenza a Cori.
Considerando che il CIOFF si interessa scientificamente anche dello studio dell'Artigianato tipico, dei vecchi mestieri e delle antiche Arti, la manifestazione folklorica viene affiancata dall'evento LATIUM WORLD FOOD HANDICRAFT & ENOGASTRONOMIC FESTIVAL - Itinerari Enogastronomici e Artigianato tipico del mondo -.
Stands espositivi eno-gastronomici con la partecipazione dei produttori del territorio di Cori e del Lazio vengono aperti nei diversi luoghi degli spettacoli ai turisti ed ai cultori di antiche tradizioni, che hanno la possibilità di degustare i prodotti tipici della gastronomia laziale, e dove hanno anche l'opportunità di ammirare ed eventualmente acquistare dei prodotti di artigianato tipico del mondo attraverso il mercatino multi-etnico organizzato dagli stessi gruppi internazionali.
Importante iniziativa che si alterna a Cori alla kermesse folklorica è il LATIUM FOLK & ETHNIC MUSIC FEST – Melodie e Ritmi popolari del mondo – che ha l'obiettivo principale di sondare in maniera approfondita il mondo della musica folk ed etnica con la partecipazione di musicisti che giungono nel Lazio da ogni regione d'Italia e da ogni parte del mondo. Oltre ai diversi complessi musicali al seguito dei gruppi folklorici internazionali, ci saranno artisti e complessi musicali di rilevanza nazionale ed internazionale, a cominciare dai MUSICANTI DEL PICCOLO BORGO, che nella serata del 29 luglio presenteranno il concerto “MusicaMusicanti” di melodie e canti della tradizione popolare del centro-sud Italia, fino ad arrivare ad EUGENIO BENNATO che nella serata del 31 luglio presenterà il concerto “GRANDE SUD Tour 2008”.
Con la collaborazione straordinaria del M° MAURIZIO SPARAGNA coadiuvato dai Musicanti del piccolo Borgo nel pomeriggio del 29 luglio a Sant'Oliva sarà organizzato uno stage sulla musica etnica e la danza popolare del centro sud Italia.
Dopo aver affrontato nella scorsa edizione il tema Acqua, Madre della Vita, nell'edizione 2008 la manifestazione darà spazio al tema “S'I' FOSSI FOCO…” - Uomo, Energia, Civiltà -.
I gruppi internazionali avranno il compito di presentare nell'ambito dei loro repertori artistici almeno una danza tradizionale attinente il tema dell'Energia; un tema che sarà affrontato anche con una mostra per mettere in chiaro le diverse possibilità per produrre l'energia elettrica dalle fonti rinnovabili.
Molte le iniziative collaterali e feste danzanti per i gruppi ed i giovani che si protrarranno fino al mattino.
http://www.latiumfestival.it

Cori\il paesaggio


IL PAESAGGIO
Tra un minimo di 90 metri sul livello del mare e un massimo di 1378 sulla cima di Monte Lupone;
e' possibile individuare nel territorio del comune tre grandi fasce paesistiche, determinate fondamentalmente dalle condizioni climatiche;
non nettamente separate, ma con frequenti zone di transizione con caratteristiche mista,
causate non solo da fattori climatici e geomorfologici a scala locale, ma anche dall'azione dell'uomo.
I resti di ville di epoca romana, i cunicoli scavati nel tufo, dalla stessa epoca, che ancora oggi regolano il regime delle acque del lago di Giulianello,
i terrazzamenti in opera poligonale sui fianchi delle colline, i ruderi delle abbazie medievali, sono tra i poveri ma interessanti elementi, che conferiscono
al paesaggio corese un'eloquenza di pari valore rispetto al centro urbano.
Tra i siti più? interessanti di questo territorio, vogliamo segnalare il lago di Giulianello, distante dalla frazione soltanto 2.5 Km.
Fino al XVIII secolo esistevano altri due specchi da'acqua; uno a nord e uno a sud dell0attuale lago, un sistema di cunicoli di drenaggio, scavati nel tufo, presumibilmente
in età romana e ancora conservato, collegando le acque dei tre laghi ne regolava il livello.
Queste acque, nei secoli passati, venivano utilizzate oltre che per abbeverare il bestiame ed irrigare i campi, anche per allevare il pesce e macerare il lino e la canapa.
Chiaramente e' nella fascia più bassa collinare che l'attività' umana maggiormente attiva e manifesta: i rilievi più dolci dal suolo più fertile, separati dai profondi tagli dei fossi, sono per lo più fertile
separati dai profondi tagli dei fossi, sono per lo più ricoperti di vigneti, l'ottima qualità dei prodotti del cui prodotto permette a Cori la produzione di vino D.O.C. sia bianco che rosso.
Man mano che aumentano la quota e la pendenza, la vite lascia il posto all'ulivo; tra i vigneti
e uliveti nidificano numerosi passe formi, mentre tra i boschi che fiancheggiano i fossi trovano riparo gli uccellini' grandi come l'upupa, il cuculo i barbagianni e l'allocco;
numerosi anche i mammiferi tra cui il riccio, l'istrice, la volpe la lepre e il tasso.
Sulle colline più alte, fino a 600 metri circa , l'uomo ha continuato ad impiantare l'ulivo e il castagno sostituendoli all'originale leccio.
Questa pianta, considerata sacra per gli Etruschi e dai Romani, formava in epoche passate vastissime foreste;
ora e' presente in esemplari isolati o in piccoli gruppi nella fascia mediana insieme ad aceri, cerri, carpini e noccioli.
Nella fascia più alta, man mano che si sale, il faggio sostituisce l'acero e le querce, arrivando nelle zone più fredde ed umide a formare le suggestive faggete, sotto le quali la luce e' molto attenuata.
Nei boschi più alti vivono anche pochi cinghiali. Più sparviero cacciano dentro i boschi, la poiana e il biancone nelle zone scoperte.
Su un territorio di 2000 ha opera l'unica azienda faunistico venatoria della regione Lazio.
Lo scopo principale di quest'azienda e' la regolamentazione dell'attività' venatoria e la cura della riproduzione delle seguenti specie di selvaggina stanziale:lepre,starna,pernice e fagiano.



WILDLIFE
The town territory as a whole comprehends the lower part of the town, which is 90 m. over the sea level,
up to the peak of Monte Lupone, 1378 m.; three different landscapes
can be identified, mainly depending on the all on the impact the man had on them.
Some of the most interesting aspects are the remains of the Roman villas, the
underground passages bored through tuff, the polygonal terracing on the side of the hill and the ruins of the Medieval abbey.
It is also worth to mention the Lake of Giulianello, which takes its name from the hamlet 2.5 km. far from it, which is one of the most attractive sites of the town landscape.
Up until the 18th century, there were two other lakes to the south of Giulianello lake.
These three lakes were connected by underground drainage passages/channels bores through tuff to control the lakes' levels;
this drainage system was probably built in the Roman age and it is still intact.
Anciently, these lakes were used to water the animals and to irrigate the fields, but also to breed fishes and to ret linen and hemps.
The population is obviously concentrated in the lower side of the hill, interested with deep moats where the vineyards, whose excellent quality gave life to the production of a Registered Designation Origin win, for both white and red wines while gradually climbing up to the mountain,
land becomes covered of olive groves. These olive groves and vineyards host some Passeriformes, but bigger birds, such ad the hoopoe, the cuckoo,
the barn owl and the tawny owl live in the wood lining the barn owl and the tawny owl live in the wood lining the moats.
A lot of mammals, too, such ad the hedgehogs, the porcupine, the fox, the hares and the badger live there.
Man has gradually replaced the original Holm-oak with olive trees and chestnut trees covering the highest hills at an altitude of 600 meters.
The Holm-oak was sacred to Etruscan and Romans and anciently it formed a wide forest, while nowadays it can Be rarely found either singularly or in small groups
together with maple trees, turkey oaks, hornbeams and hazels in the median area.
Getting to the highest areas, the beechtrees take the place of the maple trees and of the oak-trees and this coldest and wettest landscape they from the picturesque beechwoods, under which the light is softened.
Few wild boars live in the woods of the high altitudes.
Birds of prey can be easily watched, in fact the goshawks and the sparrowhawks go hunting in the hunting in the open.
The 2000 hectares of the territory are cared by the one and only association for the faunal and hunting regulation, sponsored by the Regione Lazio. The aim of this
association is to control the hunting activity and to support the reproduction of the following species of sedentary game: hare, partridge, grouse and pheasant.

Museo della Città e del Territorio


Ospitato nel complesso monumentale di S. Oliva – che comprende i resti di un tempio romano (IV-II sec. a.C.), una chiesa medievale (prima metà XII sec.) e un convento rinascimentale con sculture ed affreschi tra i più notevoli della Campagna Romana (1467-1480) – il Museo propone, in otto sezioni cronologiche e tematiche, l’evoluzione storica del territorio dei Monti Lepini su un arco cronologico di oltre trentacinque secoli, dalla preistoria all'età moderna. Il paesaggio contemporaneo viene letto ed interpretato, nella sua dimensione storica, come stratificazione di eventi naturali e culturali, prodotto dell’interazione tra l’uomo e l’ambiente.

L’allestimento si sviluppa su tre piani per una superficie di circa 1000 mq e comprende: una collezione di circa 800 oggetti originali tra iscrizioni, statue, ceramiche, bronzi dalla preistoria all’età imperiale romana; ceramiche medievali e rinascimentali; documenti d’archivio dal rinascimento all’età moderna; stampe del ‘700 e dell‘800; ed inoltre più di 30 copie fedelissime di vasi, bronzi, statue, iscrizioni e monete non acquisite da collezioni pubbliche e private; 4 plastici; più di 150 riproduzioni fotografiche di grande e grandissimo formato di monumenti, affreschi, sculture, cartografie storiche, riprese aeree e satellitari; diverse elaborazioni cartografiche; oltre 100 pannelli esplicativi con più di 500 illustrazioni; 27 televisori e un megascreen con filmati originali e di repertorio su temi della storia e dell’arte dell’area Lepina.

Il Museo è impegnato nella valorizzazione e divulgazione del proprio patrimonio con mostre, conferenze e pubblicazioni; è attivo nella realizzazione di ricerche scientifiche interdisciplinari in collaborazione con istituti nazionali e stranieri; è sede di attività didattica integrativa delle scuole locali e regionali e punto di riferimento delle associazioni impegnate nella salvaguardia e nella valorizzazione del patrimonio culturale; è sede di stages e tirocini per gli studenti di Università del Lazio, dell'Umbria e della Campania.

Museo della Città e del Territorio
Via G. Matteotti s.n.c. – 04010 Cori (LT)
Telefax: 06.96617243
E-mail: cultura@comune.cori.lt.it

Progetto scientifico e museografico
Domenico Palombi

Progetto architettonico e di allestimento
G. Colucci, A. Di Noto, P. Nicolosi.

Direttore scientifico
Domenico Palombi

Orario di apertura
venerdì, sabato e domenica
con orario continuato dalle 10.00 alle 18.00
Tutti gli altri giorni su prenotazione.
Costo del biglietto
Euro 5,00
10-18 anni e oltre i 65 anni
Euro 2,50
Scuole del territorio comunale
Gratuito
Tutte le altre scuole
Euro 2,50
Modalità di visita
libera o guidata a richiesta.
Strumenti
guida breve e pubblicazioni scientifiche
Servizi
Visite guidate su prenotazione presso il Bar del Museo
Associazione Amici del Museo
E' costituita l'Associazione "Amici del Museo della Città e del Territorio di Cori” con sede in Cori, presso il Museo della Città e del Territorio, Via Matteotti, s.n.c. e durata illimitata; essa si propone la valorizzazione del patrimonio storico-archeologico, storico-artistico ed etnografico del territorio di Cori e Giulianello oggetto dell’allestimento museale, anche attraverso la ricerca di nuovo materiale da destinare alle collezioni.



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